Aurobindo: Oggetti e Condizioni della Meditazione

Quali dovrebbero essere le idee o l’oggetto di meditazione? Qualunque cosa sia consona alla vostra natura e alle vostre aspirazioni più elevate. Ma se mi chiedete una risposta categorica, allora devo dire che il Brahman (la Realtà unica, l’Essere supremo al di là del quale null’altro esiste) è sempre il miglior oggetto di meditazione o contemplazione e che l’idea su cui dovrebbe fissarsi la mente è quella di Dio in tutto, tutto in Dio e Dio come tutto. Sostanzialmente non importa se si tratta del Dio Personale o del Dio Impersonale o, soggettivamente, dell’Unico Sé. Ma è questa l’idea che trovo migliore, perché è la più alta ed abbraccia tutte le altre verità, sia le verità di questo mondo che degli altri mondi o al di là dell’intera esistenza fenomenica: Tutto questo è il Brahman.

Non ci sono condizioni esterne essenziali, ma la solitudine e l’isolamento al momento della meditazione come anche l’immobilità del corpo, sono utili al principiante, a volte quasi necessari. Ma le condizioni esterne non dovrebbero essere vincolanti. Una volta che la consuetudine di meditare abbia preso forma, dovrebbe essere possibile praticarla in ogni condizione, supini o camminando, nella solitudine o in compagnia, nel silenzio o in mezzo ai rumori e così via.

La prima condizione interiore necessaria è la concentrazione della volontà contro gli ostacoli che si frappongono alla meditazione, come il vagare della mente, l’oblio, il sonno, l’irrequietezza fisica e nervosa, l’agitazione ecc.

La seconda è una purezza calma e crescente della coscienza interiore (citta), dalla quale sorgono pensiero ed emozione; cioè libertà da ogni reazione di disturbo, come rabbia, dolore, depressione, ansia per gli avvenimenti della vita ecc. Perfezione mentale e morale sono sempre intimamente legate fra loro.

La posizione seduta, immobile, è la posizione naturale per una meditazione concentrata, camminare e stare in piedi sono condizioni attive. Solo quando si è in grado di mantenere uno stato di riposo durevole e una coscienza passiva, diventa facile concentrarsi e ricevere anche camminando o facendo qualcosa. Una condizione di fondo di passività della coscienza raccolta in se stessa è il giusto atteggiamento per la concentrazione, e la posizione seduta, immobile e raccolta del corpo è la migliore. Si può praticare la concentrazione anche in posizione supina, ma è troppo passiva, tendente all’inerzia piuttosto che al raccoglimento. Per questa ragione gli yogi siedono sempre in un’asana. Ci si può abituare a meditare camminando, in piedi, supini, ma sedersi è la posizione naturale primaria.

Mere

Alcuni immaginano che il segno della vita spirituale sia la capacità di sedersi in un angolo a meditare! Questa è un’idea molto, molto diffusa. Non voglio essere severa, ma la maggior parte delle persone che attribuiscono molta importanza alla loro capacità meditativa, non credo che meditino nemmeno un minuto in un’ora. Quelli che meditano davvero non ne parlano mai; per loro è un fatto del tutto naturale. Quando è diventato naturale, senza alcun vanto a proposito, potete cominciare a dirvi che fate progressi. Coloro che ne parlano pensando che conferisca loro superiorità sugli altri, potete esserne sicuri, per la maggior parte delle volte sono in uno stato di inerzia totale.

Silenzio profondo,

Natura della mente,

Luce del Brahman.

Lascia un commento

Per poter commentare e fare parte della nostra community è importante che tu sia iscritto a Meditazione Consapevole
Meditazione Consapevole
Meditazione Consapevole: Unisci Consapevolezza e
Serenità nel Percorso della Vita.

INDIRIZZO

Sede legale
Corso Vittorio Emanuele II 85/87 
Piacenza

Sede operativa
Via Polignano 5
29010 San Pietro in Cerro (PC)

 

CONTATTI

Tel 0523 838172
Fax 0523 838700

Made With Love by Sinapps

Prima di andartene, vuoi provare la nostra settimana gratuita?